Cos'è gstack e perché interessa
Garry Tan, CEO di Y Combinator, ha rilasciato gstack: un set di 23 slash command per Claude Code che trasformano un singolo agente AI in un team virtuale completo — CEO, designer, engineering manager, QA lead, security officer e release engineer. Il progetto è open source, licenza MIT, e ha superato le 56.000 stelle su GitHub in pochi giorni dal rilascio.
L'idea nasce da un'osservazione diretta. Tan cita Andrej Karpathy: «Non scrivo una riga di codice da dicembre». Peter Steinberger ha costruito OpenClaw — 247.000 stelle — praticamente da solo con agenti AI. Tan ha preso quel concetto e lo ha strutturato in un processo ripetibile.
I numeri dichiarati: 600.000+ righe di codice in 60 giorni, di cui il 35% test, lavorando part-time mentre dirige Y Combinator. In una settimana ha prodotto 140.751 righe aggiunte su 362 commit. Numeri da prendere con le pinze, ma il repository è pubblico e verificabile.
Come funziona: il ciclo sprint
gstack non è una raccolta casuale di prompt. È un processo strutturato che segue il ciclo di uno sprint reale: Think → Plan → Build → Review → Test → Ship → Reflect.
Ogni comando alimenta il successivo:
/office-hours— sessione di brainstorming dove l'agente sfida le premesse del progetto, estrae requisiti nascosti e genera un design doc/plan-ceo-review— revisione strategica in 10 sezioni sul design doc prodotto/plan-eng-review— diagrammi ASCII per data flow, macchine a stati, matrice di test e percorsi di errore/review— code review automatica con fix automatici e segnalazioni che richiedono approvazione/qa— QA con browser reale via Playwright, trova bug, li corregge e genera test di regressione/ship— bootstrap del framework di test se mancante, coverage audit, creazione PR/retro— retrospettiva con metriche su righe, commit e LOC netti
/qa. Non è un test headless generico: apre un browser reale, naviga l'applicazione, individua problemi visivi e funzionali, li corregge e scrive test di regressione. Tan lo definisce «il comando che mi ha permesso di passare da 6 a 12 worker paralleli».
Sprint paralleli e strumenti avanzati
gstack diventa potente quando lo si usa con Conductor, un orchestratore che esegue sessioni Claude Code multiple in parallelo. Tan dichiara di eseguire regolarmente 10-15 sprint contemporanei: uno su /office-hours, un altro su /review, un terzo su /qa, e gli altri distribuiti su branch diversi.
Altri comandi notevoli:
/design-consultation— costruisce un design system da zero, scriveDESIGN.md/design-shotgun— genera varianti visive multiple per confronto/codex— ottiene una second opinion da OpenAI Codex CLI, con analisi cross-model/careful,/freeze,/guard— guardrail di sicurezza: avvisi prima di comandi distruttivi, lock su directory specifiche/cso— audit di sicurezza OWASP + STRIDE$B connect— modalità browser reale con Chrome controllato da Playwright in tempo reale
Due considerazioni. Prima: gstack è opinionato. Impone un flusso di lavoro preciso, e questo è sia il suo punto di forza che il suo limite. Seconda: i numeri di produttività dichiarati misurano righe di codice, che è una metrica nota per essere fuorviante — ma la struttura del processo è solida indipendentemente dalle metriche.
FAQ
gstack funziona solo con Claude Code? No. Supporta anche Codex, Gemini CLI, Cursor e Factory Droid tramite lo standard SKILL.md.
Serve un abbonamento a pagamento? gstack è gratuito e MIT. Serve però un account Claude Code attivo (che ha un costo proprio).
Posso usare solo alcuni comandi senza adottare l'intero flusso? Sì, ogni slash command è indipendente. Ma il valore maggiore emerge quando si usano in sequenza, perché ogni comando legge l'output del precedente.
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