Claude Code: da prompt a agente con skills e subagent

Guida pratica a CLAUDE.md, skills, subagent, plugin e MCPs per trasformare Claude Code in un agente autonomo con memoria e comandi personalizzati.

Claude Code: da prompt a agente con skills e subagent

Claude Code oltre i comandi base

Un post pubblicato su Hacker News descrive come usare Claude Code in modo avanzato. L'autore spiega l'uso di file di configurazione, abilità personalizzate, sotto-agenti e comandi specifici per trasformare lo strumento da semplice completamento automatico a agente programmabile. Il testo si rivolge a chi già conosce i comandi base e vuole integrare memoria, sessioni parallele e verifiche automatiche nel proprio flusso di lavoro.

File di configurazione e memoria persistente

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La directory .claude contiene i file che definiscono il comportamento dell'agente all'interno di un progetto. Il file CLAUDE.md elenca convenzioni, struttura del codice e regole di verifica. Una versione locale, CLAUDE.local.md, permette di aggiungere istruzioni specifiche senza condividerle nel repository.

Il principio centrale è fornire all'agente un modo per controllare il proprio output. Senza questo meccanismo, l'utente resta l'unico anello di feedback. Con verifiche integrate, Claude esegue iterazioni fino al risultato corretto. Il post cita Boris Cherny secondo cui questo approccio porta a un miglioramento di qualità tra due e tre volte.

Per i progetti più ampi si usa la modalità pianificazione, attivabile con Shift+Tab due volte. In questa fase Claude esplora i file in sola lettura, traccia i flussi e produce un piano prima di scrivere codice. Il piano può essere aperto in un editor con Ctrl+G per modifiche manuali. Per revisioni indipendenti si avvia una seconda sessione senza contesto precedente.

Abilità personalizzate e sotto-agenti

Le abilità permettono di definire comportamenti ricorrenti. Un esempio citato è la convenzione per le API in Go: l'abilità contiene regole su gestione degli errori, struttura dei package e test obbligatori. Una volta installata, Claude applica queste regole senza che l'utente le ripeta ogni volta.

I sotto-agenti estendono questa idea. Un agente dedicato alla revisione delle pull request, ad esempio, riceve istruzioni separate e opera su file specifici. Il post elenca alcuni sotto-agenti già condivisi dalla comunità e suggerisce di copiarne la struttura per casi simili.

I plugin e il marketplace offrono estensioni pronte, mentre i comandi MCP collegano Claude Code ad applicazioni esterne. Un caso descritto è l'integrazione con Obsidian per gestire note e contesto di progetto. Questi elementi riducono il tempo dedicato a operazioni ripetitive.

Comandi e ottimizzazione quotidiana

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Il comando /goal attiva un ciclo di pianificazione e verifica interno. Altri comandi meno usati permettono di passare rapidamente tra modalità di esplorazione e esecuzione. Il post sottolinea l'importanza di delegare interi compiti piuttosto che guidare Claude riga per riga.

L'uso di riferimenti esatti (@src/auth/login.py) sostituisce le descrizioni generiche e riduce errori di contesto. Per gli errori si consiglia di passare direttamente l'output del terminale invece di copiarlo manualmente.

Queste pratiche richiedono un investimento iniziale di configurazione. Una volta impostate, però, mantengono coerenza tra sessioni e riducono la necessità di interventi manuali durante lo sviluppo.

Domande frequenti

Come si crea un file CLAUDE.md efficace? Si parte da un elenco di convenzioni del progetto, regole di stile e comandi di verifica. Il file va aggiornato quando cambiano le dipendenze o la struttura.

I sotto-agenti funzionano solo con Claude Code? Sì, dipendono dall'ambiente Claude Code e dalle istruzioni salvate nella directory del progetto.

Serve un abbonamento specifico per usare MCP e plugin? Le funzionalità descritte richiedono la versione Claude Code con accesso ai comandi avanzati e al marketplace dei plugin.

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