Voucher cloud e cybersecurity 2026: cosa puoi comprare, chi può chiederlo e dove si sbaglia

Il voucher cloud e cybersecurity del MIMIT letto dal decreto: chi può chiederlo, cosa entra nel piano di spesa, l'elenco fornitori e le regole che fanno scartare la domanda.

Il MIMIT ha aperto il voucher cloud e cybersecurity: un contributo a fondo perduto del 50%, fino a 20.000 €, per PMI e lavoratori autonomi con partita IVA che comprano servizi cloud o di sicurezza informatica. La compilazione apre il 20 ottobre 2026, l'invio il 10 novembre.

Le pagine ufficiali dicono quanto e quando. Questo articolo, scritto leggendo il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 e le FAQ del Ministero, si concentra su cosa puoi mettere nel piano di spesa e sulle regole che fanno scartare una domanda.

In breve

Voce Dettaglio
Chi PMI di qualsiasi forma giuridica e lavoratori autonomi con partita IVA, in tutta Italia
Quanto 50% delle spese ammissibili, massimo 20.000 €
Spesa minima 4.000 € (quindi contributo minimo 2.000 €)
Dotazione 150 milioni, di cui circa 71 riservati al Mezzogiorno
Compilazione dalle 12:00 del 20 ottobre 2026
Invio dalle 12:00 del 10 novembre 2026 alle 12:00 del 20 gennaio 2027
Ordine cronologico, fino a esaurimento fondi
Domande una sola per soggetto

Per avere il massimo devi spendere 40.000 €. Per la maggior parte dei liberi professionisti il tetto conta poco: la cifra realistica è un piano tra 5.000 e 15.000 €.

Chi può chiederlo

PMI secondo la definizione europea, indipendentemente dalla forma giuridica, anche appena costituite e senza bilanci depositati.

Lavoratori autonomi: chi esercita arti o professioni, iscritto a un ordine oppure no (le professioni non organizzate della legge 4/2013 rientrano). Serve la partita IVA.

Sono esclusi gli ordini professionali, le fondazioni e gli studi professionali associati. Il singolo professionista dello studio, con la sua partita IVA, può invece chiederlo.

Il requisito tecnico è uno: un contratto di connessione con almeno 30 Mbps in download già attivo quando presenti la domanda, riferito alla sede indicata. Le connessioni mobili non valgono, quindi una SIM 5G usata come connessione di casa non basta.

L'aiuto rientra nel regime de minimis: se negli ultimi tre anni hai già ricevuto altri aiuti di questo tipo, verifica di avere ancora spazio sotto il massimale.

La regola che decide tutto: solo fornitori dell'elenco

Questo è il punto che le sintesi online trascurano. Non puoi comprare quello che vuoi da chi vuoi. Puoi acquistare solo prodotti e servizi presenti nell'elenco dei fornitori abilitati tenuto dal Ministero, ognuno con un proprio codice identificativo. Il codice deve comparire nell'offerta che alleghi alla domanda e poi su ogni fattura.

Conseguenza pratica: l'abbonamento che paghi già con la carta su un sito americano non conta, a meno che quel servizio sia in elenco tramite un fornitore abilitato. Il punto di partenza non è "cosa mi serve", ma "cosa mi serve tra quello che c'è nell'elenco".

Un dettaglio utile per chi è anche fornitore: chi è iscritto all'elenco può presentare domanda per sé, purché compri da fornitori diversi da sé stesso.

Cosa puoi mettere nel piano di spesa

L'articolo 4 del decreto elenca cinque categorie.

1. Hardware di sicurezza. Firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch, sistemi di prevenzione delle intrusioni (IDS/IPS). Un server generico non è ammissibile.

2. Software di sicurezza. Antivirus e antimalware, monitoraggio della rete, crittografia dei dati, SIEM (raccolta e analisi degli eventi di sicurezza), gestione delle vulnerabilità.

3. Cloud infrastrutturale (IaaS e PaaS). Macchine virtuali, storage e backup, servizi di rete e sicurezza (VPN e protezione DDoS compresi), database.

4. Software in cloud (SaaS). Contabilità, gestione del personale, ERP e strumenti di produttività, anche con funzioni di intelligenza artificiale, CMS ed e-commerce, CRM, collaborazione e centralino virtuale. Rientrano anche le piattaforme per erogare formazione, ma non i contenuti dei corsi.

5. Servizi professionali. Configurazione, monitoraggio e assistenza continuativa. Due limiti: al massimo il 30% del piano e devono essere collegati a uno degli acquisti delle categorie precedenti. La consulenza pura, non seguita da un'implementazione, e la formazione sono escluse.

Cosa non puoi mettere

Il decreto finanzia soluzioni nuove o sostanzialmente migliori di quelle che hai già. Sono escluse:

  • prodotti con prestazioni analoghe a quelli che usi: se hai già un antivirus, un altro antivirus equivalente non passa;
  • aggiornamenti di versione senza un miglioramento sostanziale, per esempio nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale;
  • estensioni di licenza e aumento di postazioni o utenze su un servizio che hai già;
  • pagamento a consumo (pay-per-use) o con credito prepagato: il classico conto cloud che paghi in base all'uso non è ammissibile così com'è;
  • qualsiasi spesa sostenuta prima di aver presentato la domanda.

Per questo la domanda chiede di descrivere il tuo stato di partenza: cosa usi oggi e cosa cambia con l'acquisto. Lo deve fare anche l'offerta del fornitore. È la parte che si scrive con più leggerezza, ed è quella su cui si basano le verifiche a campione.

Acquisto diretto o abbonamento

Per ogni piano scegli come pagare, e dopo non puoi cambiare.

  • Acquisto diretto: paghi il prodotto o servizio, anche con fatture di acconto purché successive alla domanda. Spese e pagamenti vanno chiusi entro 12 mesi dalla concessione.
  • Abbonamento: durata minima 24 mesi, da sottoscrivere entro 30 giorni dalla concessione e da comunicare entro 60, pena la decadenza. Sono ammissibili solo i canoni dei primi 24 mesi. Si può pagare in anticipo una o più annualità.
  • Combinazione delle due modalità sullo stesso piano.

Se recedi dall'abbonamento o cambi fornitore, perdi il contributo residuo.

Un esempio di piano per un libero professionista

Prezzi indicativi, solo per mostrare come si costruisce il piano. Quelli veri sono nelle offerte dei fornitori in elenco.

Voce Categoria Modalità Importo
Firewall NGFW per lo studio Hardware Acquisto diretto 2.000 €
Backup in cloud cifrato IaaS/PaaS Abbonamento 24 mesi 2.400 €
Antimalware con gestione centralizzata (EDR) Software Abbonamento 24 mesi 1.600 €
CRM in cloud SaaS Abbonamento 24 mesi 1.800 €
Configurazione e monitoraggio Servizi Acquisto diretto 2.200 €
Totale 10.000 €

Contributo: 5.000 €. I servizi pesano il 22%, sotto il limite del 30%. Ogni voce sostituisce qualcosa che non c'era o che era peggiore, ed è questo che va scritto nello stato di partenza.

Il contributo non è uno sconto in fattura: paghi prima il fornitore e chiedi il rimborso dopo. La prima quota si può chiedere dopo aver speso almeno metà del piano, e comunque non prima di 3 mesi dalla concessione. Quindi devi anticipare tutta la spesa.

Cosa serve per la domanda

  • SPID, CNS o CIE per entrare nella piattaforma;
  • firma digitale per firmare il modulo;
  • PEC attiva;
  • il contratto di connessione da almeno 30 Mbps;
  • le offerte dei fornitori in elenco, con codici identificativi, voci di costo e descrizione dello stato di partenza;
  • la dichiarazione sulla polizza contro i danni catastrofali (legge 213/2023), obbligatoria per le imprese. Le FAQ la indicano come requisito delle PMI senza chiarire il caso dei lavoratori autonomi: fattelo confermare prima di firmare.

Le imprese iscritte al Registro delle imprese devono anche completare la sezione Anagrafica e deleghe della piattaforma prima dell'invio.

Come muoversi adesso

  1. Verifica la connessione: fissa, almeno 30 Mbps, contratto intestato a te o a un soggetto con cui hai un rapporto dimostrabile.
  2. Fai l'inventario di quello che usi oggi, dal backup all'antivirus fino al gestionale. Ti serve per lo stato di partenza ed evita di chiedere cose che hai già.
  3. Consulta l'elenco e scegli i fornitori. Chiedi le offerte con i codici identificativi.
  4. Compila la domanda dal 20 ottobre, così sei pronto a inviarla il 10 novembre. Lo sportello va in ordine cronologico e a esaurimento: i primi giorni contano.
  5. Non comprare niente prima dell'invio. Una spesa fatta un giorno prima non è ammissibile.

Il punto più delicato è il secondo. Se non sai dire con precisione cosa usi oggi e cosa ti manca, rischi di finanziare un doppione, che poi viene scartato, oppure di comprare cose che non ti servono solo perché "rientrano nel voucher". Una valutazione tecnica prima di chiedere le offerte costa meno di un piano sbagliato.

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In sintesi

  • 50% a fondo perduto, da 4.000 € di spesa fino a 20.000 € di contributo, per PMI e partite IVA.
  • Compilazione dal 20 ottobre 2026, invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027, in ordine cronologico.
  • Solo fornitori e prodotti dell'elenco ministeriale, con codice identificativo su offerte e fatture.
  • Solo soluzioni nuove o migliori: niente doppioni, rinnovi, utenze in più o pay-per-use.
  • Servizi professionali al massimo al 30%, abbonamenti di almeno 24 mesi.
  • Si paga prima e si viene rimborsati dopo: niente spese prima dell'invio.
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